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Pacentro
Territorio di antichi insediamenti sparsi di Etruschi ed Italici, si deve all'arrivo dei Longobardi la formazione del centro abitato.La presenza nella toponomastica locale di molti termini longobardi, porta a ritenere che l'abitato sia stato fondato da loro. Confermano questa tesi, la presenza di due antiche chiese dedicate a San Michele Arcangelo (1), Patrono del popolo Longobardo e dall'essere il paese sede del Gastaldo, alta autorità periferica longobarda.Tuttavia, si deve attendere il 10 giugno dell'816 per avere la prima menzione scritta di Pacentro. L'occasione è quella della conferma della chiesa di San Leopardo al Monastero di San Vincenzo al Volturno da parte dell'imperatore Ludovico il Pio.L'importanza storica avuta dal paese tra l'VIII e il XII secolo ben si rileva anche dalla posizione strategica di controllo di importanti vie di comunicazione e dalla presenza di ben 29 chiese nell'attuale territorio comunale, che risulta così essere il centro con il più alto numero di chiese del Comitato Valvense.Nell'anno 1050, poco dopo la morte, venne proclamato santo, per acclamazione spontanea della popolazione di Pacentro e di altri luoghi, il monaco casauriense Adalberto, il quale fondò una chiesa nella boscaglia di Fignano dedicadola alla SS. Trinità e a San Quirico Martire, che in seguito venne trasformata in un Monastero.Fu sempre centro centro strategico importante sotto i Longobardi,i Franchi ed i Normanni.Fu sede dei Conti di Valva fino all'XI secolo. Al tempo dei Normanni era in dominio dei Conti di Palena. La storia di Pacentro è la storia del suo castello. Citato per la prima volta nel 951, risulta essere attualmente il più antico castello d'Abruzzo esistente, e comunque, il primo fondato nella Valle Peligna.Nel XV secolo, al tempo delle lotte tra Angioini ed Aragonesi per il possesso del Regno di Napoli, il Castello di Pacentro divenne famoso per essere la sede preferita del famoso condottiero Giacomo Caldora, che lo ampliò e lo rese inespugnabile e per la sua bellezza. Fama che conserverà con Antonio Caldora.Nelle sue stanze, nell'anno 1421, Braccio da Montone accettò la resa dell'Università di Sulmona.Dopo un lungo assedio, nell'agosto del 1464, i caldoreschi del castello di Pacentro si arrendevano agli Aragonesi. Un ambasciatore scrisse che "la Rocca era una gentile et bella fortezza" e che era ben fornita di ogni munizione necessaria. Qualche giorno dopo, il Re Ferrante, accompagnato da cento cavalieri volle visitare il castello famoso.Il maniero fu oggetto ancora qualche episodio glorioso nell'anno 1503 al tempo della guerra tra Francesi e Spagnoli.Successivamente ai Caldora, il feudo di Pacentro venne in proprietà agli Orsini che lo tennero per tutto il Cinquecento, passò poi al capitano Domenico Antonio De Santis, ai Colonna, ai Barberini e alla famiglia Lazzaroni. Nel 1922 fu acquistato dalla famiglia Avolio di Pacentro che lo donava al Comune di Pacentro nel 1957. L'ultimo restauro ha consentito solo il recupero di un salone. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° La chiesa di San Marcello, costruita intorno al Mille sul crinale del monte dei Placunti e citata per la prima volta in una bolla papale del 1188, è attualmente la più antica chiesa esistente nel centro abitato. Questa chiesa non va confusa, come fanno molti, con quella di Sant'Alberto in località Fignano. (1) Una era la chiesa di Sant'Angelo dei Placunti ai piedi della Majella, la cui festa ricadeva il 29 settembre; l'altra quella di Sant'Angelo in Vetoli che, per circa mille anni, è stato oggetto ininterrotto di un solenne pellegrinaggio da Pacentro il giorno dell'8 Maggio.