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Arte e Cultura

Pacentro

Dipinto 1600 Chiesa del Convento
Volta  Chiesa S.M.Misericordia
Fontana Piazza del Popolo



La massima fioritura artistica fu raggiunta nel corso del Seicento, durante il quale furono realizzate molte opere, per la quasi totalità a contenuto religioso per le numerose chiese esistenti nel paese.

Alcune figure di dipinti, sostenne lo storico abruzzese Antinori,
"sono così belle, così devote che rapiscono in stupore chi le vede e sembrano uscite dal pennello ad un Leonardo da Vinci".
Di un dipinto in particolare fu lodato la "bellissima immagine di San Girolamo per la naturalezza e sveltezza dei ben disegnati muscoli, e dalle forme maestrevolmente condotte. Bellissimo è il braccio".
La vasta e diffusa capacità artistica portò pure ad affrescare diverse facciate esterne di edifici di culto e di vie. Anche nel Castello vi erano diverse stanze e corridoi con affreschi, realizzati in epoca imprecisata, relativi a storie di santi, della famiglia Caldora ed altro. Di questa ricchezza oggi rimangono poche residue tracce, nelle quali a stento s'intravvedono personaggi e santi.
Gli affreschi del chiostro del Convento, invece, maltrattati più dagli uomini che dall'incuria del tempo, sono sopravvissuti e sono in corso lavori di restauro. Essi sono stati classificati di rilevante importanza regionale dal punto di vista storico-documentale.

Molto diffusa nella popolazione fu nei secoli l'arte di lavorare la pietra.
Rimane a professare oggi quest'arte il solo Ferdinando De Angelis.

Pacentro ha abbondato sempre di eccellenti pittori. Uno di questi, Filippo Cercone de Lucia, sindaco del paese negli anni 1890-1892, dietro commissione del Comitato per la visita del Re a Sulmona, dipinse il ritratto da regalare al sovrano.

Nel paese vi furono maestri nell'arte della lavorazione della cartapesta, di cui ci restano molte statue di Santi.
Di essi fu sommo rappresentante Peppino Avolio. Costui, personalità ecclettica nelle diverse arti, fu il capostipite dell'introduzione nel paese dell'arte della lavorazione delle statuine in terracotta per presepe, rappresentando tra le altre cose, fedelmente gli antichi costumi tradizionali di Pacentro, Pettorano sul Gizio, Introdacqua, Cansano, Campo di Giove, Scanno, Rocca Pia, Pescocostanzo, ecc. Le sue statuine sono molto ricercate nel mercato dell'antiquariato.
L'arte della lavorazione delle statuine in terracotta di Peppino Avolio, grazie agli artigiani locali si è tramandata fino ai nostri giorni.

La sensibilità artistica si espresse in modo egregio anche nella nascita della banda musicale, avvenuta all'incirca verso l'anno 1810, che raggiunse e mantenne elevati livelli musicali fino agli anni Sessanta dello scorso secolo. La sua fama portò alla coniazione di proverbi. Tra le due guerre mondiali effettuava regolari tournè annuali nella regione.

Fu attivo, per molti anni nei secoli passati, il teatro che lasciò traccia della sua esistenza nella toponomastica con il "Largo del Teatro".


Affresco Madonna delle Grazie in Via Guardiola

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